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2001-2011: quel che eravamo, ciò che siamo, quel che facciamo

Appunti

2001-2011: quel che eravamo, ciò che siamo, quel che facciamo


- martedì 12 luglio, seconda assemblea cittadina della sinistra in basso. Associazioni e movimenti a confronto -
Dieci anni fa a Genova scoppiava una rivolta contro i potenti del pianeta. Moriva un ragazzo. Partimmo anche da Cosenza per manifestare. Salimmo su quel treno, attraversammo le strade di Genova, per esprimere il nostro bisogno di democrazia e autonomia, per rivendicare diritti e dignità, per difendere l’acqua, la terra e l’aria.
Tornammo a casa con gli occhi sbarrati, fissi nel vuoto. Avevamo visto e vissuto due giornate di odio istituzionalizzato. Pensavamo fosse finita lì. Invece, in una notte di 16 mesi dopo, l’odio riprese forma e sostanza. Stavolta bussarono alle porte di casa nostra, catturarono molti di noi e li portarono nelle carceri speciali. Trascorsero poche ore, pochi giorni. Cosenza insorse per liberare gli arrestati.
Non ci piacciono le commemorazioni. Hanno il sapore della sconfitta, della lamentazione; tendono a sospendere il tempo in un istante senza fine. Per questo motivo, forse di quei fatti nessuno di noi vorrebbe più parlare.
Però ci sono due questioni che non possiamo né rimuovere, né lasciarci alle spalle. Anzitutto, è morto un ragazzo di nome Carlo, ucciso da un proiettile di Stato.
E poi non ci sembrerebbe giusto far finta che la storia del G8 di Genova non sia anche la nostra storia. Che è passata da qui. E che in qualche modo ci ha modificato la vita, i linguaggi, i sogni.
Nel frattempo, in questi dieci anni, non ci siamo rinchiusi in casa. Abbiamo provato a mettere in pratica quel che urlavamo a Genova. Pur di vedere accadere qualcosa, oggi forse tutti preferiremmo far finta che in questa città e nella sua area urbana nulla sia accaduto, negli ultimi dieci anni. Eppure si sono occupati e restituiti alla cittadinanza numerosi spazi pubblici abbandonati, si è percorsa tanta strada sul cammino della dignità umana insieme ai migranti, s’è lottato in difesa del sapere libero, sono state lanciate campagne in difesa dei beni comuni, occupate abitazioni per i senza-casa. In diverse circostanze, sono state esperite forme innovative di comunicazione e di reti, tra quanti giorno dopo giorno cercano di dare vita a un’Altra società.
È troppo o è troppo poco? È possibile raccontare queste storie? È naturale e verosimile ragionare insieme sul presente e sui prossimi dieci anni? Riusciamo a dotarci di strumenti comunicativi per far sì che queste esperienze dialoghino? Soprattutto, quanto e come sono cambiati in questi dieci anni Cosenza, il mediterraneo, il mondo?
Dopo l’assemblea-forum dello scorso 14 giugno, che ha registrato una partecipazione intensa e diffusa, di questi temi si discuterà martedì 12 luglio, alle ore 17,30, nel parco sociale di viale Mancini/Popilia. Saranno presenti le associazioni e i movimenti dell’area urbana cosentina, per i beni comuni, la formazione, la dignità dei migranti, il diritto alla casa e al reddito, contro la precarietà.
La partecipazione di tutti e tutte – come sempre – è graditissima!

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