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La Scuola del Vento

Il mancato sgombero della favelas


Gazzetta del Sud 3.3.2010
Comune e Provincia rischiano grosso per il mancato sgombero della favelas

Il sequestro è solo un primo passo verso la chiusura definitiva del campo

Domenico Marino

La Procura ha inchiodato Provincia e Comune alle rispettive responsabilità sull'emergenza Rom. L'ha fatto ieri mattina con un provvedimento di integrazione del decreto di nomina del custode giudiziario e d'imposizione dei doveri di custodia. Due pagine e mezza ricche di indicazioni, firmate dal procuratore Dario Granieri, dall'Aggiunto Domenico Airoma e dal sostituto Donatella Donato. Le competenze sono chiarissime e fissano obblighi che non sarà possibile trascurare, né tantomeno ignorare.
I magistrati sottolineato anzitutto che dall'ordine di sgombero emesso lo scorso 17 febbraio, che fissava lo smantellamento dell'accampamento abusivo lungo il Crati entro il primo marzo, «nessuna delle ulteriori attività preordinate allo sgombero delle aree abusivamente occupate risulta essere stata compiuta; i rifiuti speciali sono tuttora presenti sui siti oggetto del provvedimento di sequestro; nessun intervento risulta compiuto per prestare adeguata assistenza sanitaria agli occupanti e soprattutto ai minori; è tuttora elevato - aggiungono i tre magistrati - il rischio che le opere finalizzate alla illecita captazione di energia elettrica provochino incendi delle baracche colà presenti con conseguente pericolo per l'incolumità delle persone». Per chi avesse ancora dubbi, la Procura sottolinea che il sequestro eseguito lunedì «comporta necessariamente lo sgombero dell'area abusivamente occupata». Quindi non c'è alcun passo indietro da parte dell'autorità giudiziaria. Anzi. Tant'è che Granieri, Airoma e Donato indicano analiticamente le responsabilità del presidente della Provincia e del sindaco e dei custodi giudiziali. Che sono i responsabili del settore Ambiente-Demanio idrico, del settore Difesa del suolo e Protezione civile della Provincia. E i responsabili del settori Servizi sociali e Immigrazione, e della Protezione civile del Comune.
La Provincia deve: 1) Rimuovere i rifiuti presenti nell'area. 2) Abbattere immediatamente le baracche che sono o che si renderanno libere. 3) Realizzare ogni opportuna iniziativa diretta ad impedire la realizzazione di nuovi insediamenti abusivi. 4) Riferire a questo ufficio in ordine alle attività compiute entro trenta giorni dalla notifica del presente provvedimento.
Il Comune deve: «1) Censire le persone presenti nell'area. 2) Attuare ogni opportuna misura per assicurare assistenza ai minori, verificandone l'assolvimento degli obblighi di vaccinazione e di quelli scolastici. 3) Garantire l'assistenza sanitaria necessaria a prevenire il rischio di insorgenza di malattie infettive. 4) Rimuovere gli allacciamenti abusivi alla rete elettrica, concordando le opportune iniziative con l'ente erogatore danneggiato. 5) Riferire a questo ufficio in ordine alle attività compiute entro trenta giorni dalla notifica del presente provvedimento».
Ci sono indicazioni pure per la Questura e il Comando provinciale dei carabinieri. Devono: 1) Predisporre ogni opportuna iniziativa diretta ad impedire nuovi accessi nell'area in sequestro. 2) Procedere a denunciare per violazione di sigilli coloro che permangono nell'occupazione dell'area, pur dopo l'avvenuta apposizione dei sigilli, notificando ai prevenuti il decreto di sequestro preventivo ed informazione di garanzia, in lingua italiana e rumena.
Il provvedimento già ieri è stato notificato al presidente dell'amministrazione provinciale, al sindaco di Cosenza, e ai custodi giudiziali. Per conoscenza anche al Prefetto.

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