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Giulianino va, sulle tracce del silidrillo

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Giulianino va, sulle tracce del silidrillo


11 luglio - Dopo l'incontro con il paradiso jonico e l'inferno della Pertusola, giunto tra i boschi della Sila, nel suo "recorrido" a piedi in giro per la Calabria, Giuliano Santoro s'imbatte nel mito del rettile misterioso celebrato da Umberto Felicetti - "Da San Giovanni in Fiore a Lorica, nessuno sa niente del lucertolone simbolo di questi boschi..."
- Il Quotidiano della Calabria, domenica 10 luglio 2011

Da San Giovanni in Fiore a Lorica, nessuno sa niente del lucertolone simbolo di questi boschi
Tra i monti alla ricerca del mitologico silidrillo

di GIULIANO SANTORO

MI SONO lasciato alle spalle le spiagge lunari del
mar Ionio e il fantasma industriale della Pertusola
per risalire fino alla Sila e alla sua capitale: San Giovanni
in Fiore. Da qui, ci siamo inoltrati dentro i
boschi, alla ricerca del Silidrillo, animale mitologico
descritto in un libro edito da Coessenza da Umberto
Felicetti, profondo conoscitore
della Sila scomparso nel 2010.
Il Silidrillo è una specie di lucertolone,
subdolo e ambiguo. Si è occupato
in tutti questi anni di tenere
lontano il turismo di massa, incarnando
l'anima selvaggia dell'habitat
che lo ospita. È un animale ambivalente,
che intimorisce e fa simpatia
al tempo stesso, sorveglia la natura
ma allontana anche lo sviluppo economico.
Cammino per ore lungo la via che separa la cittadina
di Gioacchino da Fiore dal villaggio rurale di Ceraso,
respirando a pieni polmoni. Ma di fronte a
tanta immensità ci si sente a tratti soli, smarriti.
Quando mi assale questo senso d'insicurezza,me
Lo immagino -il Silidrillo – che mi osserva sarcastico,
nascosto tra un ruscello e una pianta di felce,
valutando se è il caso di addentarmi una gamba o se
invece mi deve risparmiare perché sono solo un
camminatore, quindi non devo essere considerato
un colonizzatore.
L'Aligator Ceciate Arvique,questo è il suo nome
scientifico, è il simbolo della tradizione e del suo essere
gabbia e casa al tempo stesso, della forza simbolica
delle storie di essere dimora e
prigione. Per strada, interrogo gli
operai che stanno costruendo la
condotta idrica. “Qui niente silidrilli”.
Più avanti, quando incrocio
la Ss108 bis, interrompo la ciambotta
di una famiglia attavolata sotto
i pini. Sono un fratello e due sorelle
coi rispettivi compagni, “Siamo
sparpagliati per l'Italia”, raccontano.
Una sorella è rimasta a Strongoli, il paese d'origine nel
crotonese. Un'altra adesso vive a Roma.Il
maschio si è stabilito a Verona. “Copriamo tutta la
penisola - aggiungono - D'estate ci ritroviamo in
Calabria e d'inverno in Veneto”. “E non avete paura
del silidrillo?”, chiedo abbassando la voce. “Siliche?”,
mi risponde in romanaccio la seconda sorella.
I due anziani raccoglitori di fragoline si rifiutano
di parlare della creatura beffarda. Si avvicinano
sorridenti e incuriositi dal mio cammino, ma
quando parlo di lucertoloni silani, scappano con
una scusa. Interrogati, i forestali che tagliano alberi
fanno finta di essere rumeni invece che di Bocchigliero:
“No capisco tua domanda”.
Alla quinta ora di cammino, quando le forze cominciano
a mancare e il morale ne risente, si scorge
il lago di Lorica. Entrando nel centro abitato mi
sento imbarazzato come il primo arrivato ad una
festa di compleanno. I festoni appena montati, le
bottiglie sul tavolo vicino alle patatine con la musica
in sottofondo, ma in sala non c'è nessuno. “Sia -
mo i primi?”,mi viene da dire mentre scorgo baristi
in attesa di clienti sulla soglia, quattro ruote a
pedali parcheggiati e pronti a scorrazzare sul lungo
lago e barbecue attrezzati alla bisogna.
Come da tradizione locale, anche quest'anno ai
tavolini dei bar gli autoctoni parlano di turismo
da incentivare e impianti sciistici da
ricostruire invece che di calcio-mercato e
belle donne. Quando mi avvicino e dico che,
suvvia lo ammettano,è tutta colpa del Silidrillo
e che sarebbe il caso di prendere il
toro per le corna, anzi il coccodrillo
per la coda, il gruppetto si dilegua
con un campionario di scuse
che farebbe impallidire un adolescente
svogliato. Per oggi me
l'hai fatta Silidrillo, ma la caccia
non finisce qui.