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Per Coessenza

Report laboratorio di lettura e ascolto settembre 2010


REPORT LABORATORIO SETTEMBRE
A cosa servono gli editori oggi? Manuela interroga il cerchio attraverso un articolo di Massimo Gremellini sul ruolo degli editori nell’epoca del web. Una domanda legittima in relazione all’attività della Coessenza che ha un modo tutto suo di essere editore: senza pretese di letteratura, ma con l’idea che la parola scritta possa essere mezzo di comprensione del presente, testimonianza per le future generazioni e, per questo, motore di cambiamento sociale.
Viene presentato un testo di saggistica come futura pubblicazione: una tesi di laurea sulla storia della capoeira con annesso un testo inedito di Mestre Pastinha, “Capoeira Angola”, in doppia lingua, italiano e portoghese. La storia degli schiavi africani in Brasile da sprono ed esempio a noi schiavi delle morderne società del meccanicismo.
Angelo fa dono delle sue poesie: un sonetto originato dalla lettura de “la centesima luna” da cui si innestano una serie di pensieri sull’idea morte-vita, una concezione ben diversa da quella basata sulla paura di essa, che conduce a mascherarla anche fino al punto di negarla. Da qui una serie di quartine e “Il commiato a modo mio”, una festa per onorare il trapasso di un corpo che continua a vivere nelle piccole cose, nei ricordi dell’altro. L’idea comune è che la morte ha un senso se è la vita ad aver senso.
A seguire alcuni materiali di Carlo. “Incisione”, un racconto che ripropone la metafora corpo-mondo e il crudo linguaggio della decomposizione. La poesia “Alberi da voce”, con il quadro ordinato del bosco, trasmette il pensiero dell’indifferenza della natura alla cose piccole che fanno gli uomini. E cioè quanto piccoli siamo noi esseri umani nei confronti della nostra madre natura.
Ancora poesia con “Il pasto notturno”, “Avanzi” e “La signora in vetrina” di Luca, che da lontano invia i suoi materiali. Anche Claudia, da lontano, con la sua “Arancione” e un’altra senza titolo ci regala delle istantanee, delle immagini che perdono la loro soggettività per oggettivarsi nell’altro che legge.
In chiusura “Burattinaggio”, ancora di Angelo, parole nate per essere musicate ma che già da sole contengono una loro propria musicalità.
Appuntamento al mese di ottobre con l’invito a condividere i propri scritti.

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