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Per Coessenza

Report laboratorio di lettura e ascolto 9 febbraio 2010


L’eclettica e migrante coessenza si è riunita intorno al caminetto del Rialzo, lasciandosi avvolgere dalla diversità di stili e contenuti che la caratterizza. Poesia, narrativa, teatro, saggistica: tutto e niente, le categorie si sfaldano nella condivisione, dando spunto alla riflessione, all’interrogativo. Che cos’è poesia? Si chiede la coessenza. Un sentire, un essere, un vivere, un percepire? Regole e accademie esistono al di là del cerchio, ma alla coessenza poco importa, in fondo, entità alla ricerca dello scambio di emozioni ancor prima, e oltrepassando, l’ordinaria corsa alle opinioni.
Un altro laboratorio di invito all’ascolto, roba ormai rara negli incontri collettivi, dove silenzi e parole si alternano, assecondando le sensazioni di fine lettura.
Si comincia con la poesia (che cos’è poesia? Si domanda la coessenza), e i silenzi seguono le letture dei testi di Raffaele, Maurizio, Fiore, Carlo, Emilio. Testi che trasudano vita, calore umano, di mare e natura, amori non corrisposti, tristezza di una decadenza che morde le personali esistenze: quasi ci si sente in colpa a prendere per primi la parola. A dimostrare la dissoluzione delle categorie, 15 anni di scritti raccolti per spettacoli che mai andranno in scena, saltellano tra sketch teatrali, stralci poetici, narrazioni. La coessenza chiede a Ernesto cosa è che lui ha tra le mani, ma forse è una delle tante domande che non ha senso formulare.
Si passa alla narrativa (che cos’è poesia? Si domanda la coessenza), Anna ci regala l’emotività delle sue corde vocali mentre legge un racconto ancora incompiuto, Stefania propone una legittima unione tra l’angolino di Luce e la coessenza. Certo non è facile seguire lo scorrere delle narrazioni e a volte le parole sfuggono, ma ciò che resta è la sensazione, la melodia delle parole, la magia che rende realtà l’immaginario.
Per concludere, si ritorna alla poesia (che cos’è la poesia? Si chiede coessenza), non quella in versi, quella del reale: una tesi di laurea sui migranti di Rosarno, storie di vita e le sensazioni di chi, come Antonio, mette piede per la prima volta tra le macerie dello sfruttamento.
Che cos’è la poesia? Forse la coessenza lascia fuori dal cerchio questa domanda per riappropriarsi della strada e raccontarla: le strada dei quartieri, le strade personali, le strade dell’immaginario.
Che cos’è la poesia? Chissà, forse è “la strada” la risposta che riecheggia silenziosa dentro al cerchio di energie. Strada-altro, strada-natura, strada-noi stessi.
Appuntamento al laboratorio del prossimo mese, con l’invito all’ascolto e alla lettura e con il solito augurio: che di ogni respiro se ne possa fare poesia.

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