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Chi chiama "bugia" la verità, è un delinquente


Corigliano Calabro (CS). Il 30 Maggio scorso nella sede della associazione Anomalia, nel centro storico di Corigliano, Francesco Cirillo, giornalista, scrittore, militante no global ed ambientalista, ha presentato il suo libro “Marlane: la fabbrica dei veleni” pubblicato da Coessenza. La storia, poco nota, della Marlane, a causa di giornalisti poco attenti nella migliore delle ipotesi, asserviti nella più realistica, è una storia tragica. Di una tragica Italia. Di una terra, la Calabria, preda e predata, conquistata e sopraffatta, derisa ed umiliata, non rispettata. Di contemporanee violenze... È la storia “Della nostra subalternità al padrone del Nord ed al padrone in genere. È la storia di quanto i nostri politici siano stati miserabili nel vero senso della parola. Hanno voluto solo il loro benessere piuttosto che quello dei lavoratori…. Hanno cercato il proprio benessere ottenendo finanziamenti e privilegi a non finire… Hanno approfittato delle scarse condizioni economiche di questa povera gente per far di loro ciò che poi hanno fatto. Hanno fatto tutto lo scempio che hanno voluto dei loro corpi”, scrive Cirillo. E le parole nella loro incontestabile importanza, prendono forma, e diventano protesta. Dolore. Rabbia sociale, denuncia, urlo di rivolta. La vicenda si svolge a Praia a mare, protagonisti assoluti il Conte Rivetti e Marzotto: “Rivetti si presenta come un Cristo che deve redimere una terra abbandonata. L’opera di Rivetti comincia grazie ai finanziamenti che il Conte riuscì ad ottenere dalla Cassa del Mezzogiorno. Nel 1958/59 Rivetti a Praia a mare fa nascere la R2. Tra il 1966 ed il 1970 il Conte Rivetti cede le sue azioni e gli stabilimenti vengono assorbiti prima dall’IMI(Istituto Mobiliare Italiano),poi dalla Lanerossi e infine dall’Eni che nel frattempo rileva la Lanerossi. Così nasce la denominazione Marlane Spa. Nel 1984 l’ENI avvia la privatizzazione e mette in vendita la Marlane. Nel 1987 entra il gruppo Marzotto, che acquista sia la Lanerossi che la Marlane”. Rivetti rappresenta il prototipo del colonizzatore che viene dal Nord, alla ricerca dell’onnipotenza e mosso dal culto della personalità: nel 1963 sul monte San Biagio il conte Rivetti fece costruire una statua raffigurante il Cristo Redentore, pare a sua immagine e somiglianza. Alla sua morte le sue ceneri vennero seppellite sul Monte San Biagio: la famiglia ottenne il permesso di farlo. Un Cristo sceso in terra. Il suo miracolo il progresso, la civilizzazione del Sud, la modernità, la fine del Medio Evo: la luce, il verbo. E più che un Cristo un Dio biblico: gli effetti della sua redenzione passano attraverso la morte,il dolore, la malattia. Nessun diluvio universale: tumori. Marzotto non si fa costruire statue: più discreto e meno circense e plateale il suo ruolo di moderno predatore,ma non meno dannoso (è solo una formalità, avrebbe cantato Lindo Ferretti): “Sono oltre 140 le persone decedute o ammalatisi di tumore nella fabbrica, su circa 1100 dipendenti che in 40 anni e più di attività si sono succeduti a colorare, con coloranti tossici, tessuti per l’esercito italiano e per civili. Per l’esercito italiano si coloravano le divise, per i civili maglioni ed altro per conto di ditte importanti. Una fabbrica che è anche la storia di Praia”. Una storia che rivive nelle pagine del libro,nelle inchieste fatte da Cirillo, per troppo tempo messa a tacere:come se ciò che succede in Calabria non sia mai avvenuto. Restano della fabbrica i morti, le vedove, la rabbia inascoltata. Della promessa di riscatto e progresso il nulla e la sopraffazione, di uomini e donne, troppi uomini e donne, trattati come merce, prodotto. Un’inchiesta giornalistica correlata da interviste fatte alle vedove degli operai, a chi è rimasto. Come Luigi Pacchiano, operaio malato di tumore, co- scrittore del libro, presente il 30 Maggio a Corigliano. Ha raccontato, con dignità e legittimo desiderio di giustizia, la sua storia. Una storia di processi rinviati, di politici corrotti, di mafia e potere, di sindacati collusi ed indifferenti, di veleni e morte, di perdita e negazione della verità. La prima udienza contro Marzotto e la Marlane si è svolta il 13 Luglio 2010, al tribunale di Paola, fin dalla terza udienza, il 12 Ottobre 2010, il gioco si fa duro: dalle udienze svolte sinora, è difficile non pensare che gli avvocati della difesa (Ghedini e Sisto) mirino alla prescrizione: “entrambi sono onorevoli e svolgono, a loro avviso, un ruolo importante nel Parlamento. Non possono quindi presenziare. Il sostituto dell’ avv. Ghedini presenta un calendario di udienze che non lascia spazio se non il sabato ed il lunedì. Il giudice Carpino rinvia al sabato successivo”. Si susseguono i giochi di potere, le interviste negate, fino ad oggi: la prossima udienza ci sarà l’8 Giugno. Un’udienza, che ci auguriamo tutti, dovrebbe ridare dignità alla verità: “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi conoscendola la chiama bugia è un delinquente”, scriveva Bertolt Brecht.
Anna De Blasi

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