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Cattivi Guaglioni

Recensioni

Cattivi Guaglioni


San Lorenzo del Vallo (CS. I Cattivi Guglioni sono tornati: il 25 Agosto scorso al castello di San Lorenzo del Vallo si sono esibiti i 99 Posse. Musica, ironia, sarcasmo, ideali rincorsi con caparbietà e lucida follia rivoluzionaria, lotta di classe, attacchi contro il potere, i poteri vigenti, per un concerto pulpito. Spettacolo di denuncia, non solo note. Non solo canzoni. D’altronde nessuna forma d’arte è mai solo se stessa, è qualcosa che va oltre. I 99 Posse esplorano e raccontano, con rabbia sociale e irriverenza, una società, la nostra, che sembra aver smarrito ogni forma di resistenza. Nessuna resa, però traspare dalle loro note, anzi, è presente, come sempre, il desiderio di lottare. Ancora. Un excursus musicale ed ideologico, da “Curre curre guagliò”, a “O Documento”, da “San Precario” a “Ripetutamente”, da “Rigurgito antifascista “ a “Mai più saggio”, che ripercorre i fatti di Genova 2001 e l’orrore della Diaz e di Bolzaneto. Zulù, leader dei 99 Posse, irriverente, ironico, arrabbiato, sarcastico, incita il pubblico a non cedere. Il pubblico partecipa: canta, balla, ed i pugni alzati sembrano sfiorare il cielo in una notte di fine estate. Andando ben al di là del semplice gesto. Un gesto. Solo un gesto, che non cambierà la realtà delle cose, così come non lo farà una canzone, o un concerto. Ma sicuramente se niente è fine a se stesso i pugni alzati possono privarsi dello loro “semplice ritualità” e testimoniare una presa di coscienza. Che ha il sapore del reggae e della lotta. Necessaria e salvifica. E ancora una volta, contro la precarietà, le ingiustizie sociali, le nuove schiavitù, l’unica risposta possibile resta la lotta di classe. Non rassegnarsi ad una vita, che calpestando diritti, non è più vita ma solo parvenza di essa.
A fine concerto abbiamo incontrato Zulù, leader dei 99 Posse. Quella che segue è l’intervista che ci ha concesso.
D: Mai più saggio: quanto può essere dannosa la saggezza e quanto può essere salvifica una sana, onesta, follia rivoluzionaria?
R: Sicuramente è più salvifica la follia rivoluzionaria, che la saggezza. La saggezza è una cosa che si acquisisce con il tempo. Quando la saggezza si decide a tavolino non è mai una scelta oculata.
D: E forse nemmeno libera.
R: Sì, forse nemmeno libera.
D: Resistere, sempre. Ma come trasformare questa resistenza in concretezza, per dirla con Marx,come “Cambiare lo stato di cose presenti”?
R: Resistere non vuol dire subire, sopportare,stringere le chiappe, resistere vuol dire creare le condizioni per quel mondo che uno ha in testa e vuole costruire. Finché ce l’ha in mente da solo, come diceva qualcuno, è solo un sogno.
D: E in questo periodo di crisi il sogno comune c’è? O ancora il popolo non ha preso coscienza?
R: C’ è bisogno di acquisire un po’ più di coscienza comune, quella che si chiamava un tempo coscienza di classe. Riuscire a capire che il momento difficile che oggi possiamo chiamare crisi e domani nuovo neo fascismo, se l’affronti da solo è un dramma. Se vuoi costruire qualcosa di diverso e non omologarti devi per forza fare i conti con quello che sei e cercare quelli che ti sono simili, ed iniziare a confrontarti con loro. Il confronto, e a volte anche lo scontro, servono sempre per creare gli spazi giusti per l’evoluzione delle cose. La mia intera storia, lavorativa e politica, è sempre stata all’interno di un collettivo e penso di non aver mai perso tempo, anche se le battaglie le abbiamo perse, come contro la Falcucci, Il liberalismo come la globalizzazione, sta passando, è passato, però noi non abbiamo perso perché abbiamo sviluppato una coscienza di classe ed oggi non siamo più soli.
D: C’è una differenza che sembra essere abissale fra i ventenni ed i trentenni, eppure sono solo dieci anni, e dieci anni storicamente non sono niente: i ventenni sono molto più disimpegnati, e c’è anche una destra di ritorno. Tu cosa ne pensi?
R: Gli mancano degli strumenti, non vuol dire che sono stupidi. Vent’anni fa si parlava di disinformazione, di “cretinizzazione “delle masse, di un paese che rischiava di essere reso stupido da un certo tipo di programmazione, oggi tutto questo è avvenuto però non significa che chi è stato instupidito sia stupido. Bisogna informarsi, ad esempio casa Pound, che sembra attrarre molti giovani, ponendosi come politica rivoluzionaria,dove li prende i soldi per i manifesti? Dalla Confindustria, e quindi non vi fidate quando casa Pound vi dice di voler cambiare le cose.
D: Il tuo rapporto con la creazione. Il tuo rapporto emotivo con il foglio bianco.
R: Noi facciamo mille riunioni per decidere di cosa vogliamo parlare, e quando mi sembra di aver chiaro quello che voglio dire inizio a scrivere, da quel momento in avanti tutto quello che c’eravamo detti si cancella: è come se la canzone si scrivesse da sola. Però per scriversi da sola ci deve essere stato un lungo periodo di macerazione.
D: Scrivere è un po’ come liberarsi dai propri demoni.
R: È esattamente questo, se non facessi questo mestiere morirei, accumulando tutta una serie di veleni, che con la scrittura riesco a tirare fuori.
Anna De Blasi

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