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12 dicembre '69, Milano... mano fascista regia di Stato

Appunti

12 dicembre '69, Milano... mano fascista regia di Stato


12 Dicembre 1969.
Milano ore 16.37. Piazza Fontana, Banca Nazionale dell’ Agricoltura: esplode una bomba. E’ strage. 17 morti e quasi 100 feriti. Partono le indagini. E nemmeno a dirlo vengono arrestati gli anarchici, tra i quali Giuseppe Pinelli. E’il 15 Dicembre quando Pinelli “precipita” dal quarto piano della questura di Milano e muore. Si sa gli anarchici sono distratti e volano dalle finestre … Malore? Suicidio? Omicidio: chiamiamo le cose con il proprio nome,è più semplice! La storia ufficiale, che sa mentire molto bene, accerta che il commissario Calabresi non era nella stanza al momento della “caduta”. Non era nella stanza, come se ciò, pur ipotizzando fosse vero, faccia di Calabresi un innocente. Non era nella stanza. Ma non poteva,in ogni caso,non sapere. E non sono pareri ideologici, personali, sono fatti. Logici. Il 16 Dicembre viene arrestato un altro anarchico: Pietro Valpreda, il quale viene accusato di essere l’esecutore materiale della strage. La conferma di questa accusa è data da un tassista, Cornelio Rolandi. Mentre si prosegue ad indagare negli ambienti anarchici si scopre che le borse utilizzate per contenere l’esplosivo sono state acquistate a Padova, e che il timer dell’ordigno proviene da Treviso. Da questi indizi si arriverà ad indagare (dopo più di un anno)negli ambienti fascisti. Sono indagati i neo fascisti Franco Freda e Giovanni Ventura. Il 23 Febbraio del 1972 inizia a Roma il primo processo. Il processo verrà trasferito prima a Milano e poi a Catanzaro. Il 3 Marzo del 1972 vengono arrestati Freda e Ventura e Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo, con l’accusa di ricostruzione del partito fascista (è reato, è bene ed utile ricordarlo) e perché implicato nella strage di Piazza Fontana. Rauti verrà subito messo in libertà,senza che però decadano le accuse. Dalle indagini emerge sempre più un collegamento fra servizi segreti ed estrema destra. Il 29 Dicembre del 1972 Valpreda verrà liberato, il 18 Marzo del 1974 il processo riprenderà a Catanzaro. Si susseguono i processi, le udienze, i gradi di giudizio. Ma non si cerca la Verità: una verità non voluta. Ed infatti si arriva al 3 Maggio del 2005: nessun colpevole. Assolti gli imputati e l’obbligo per i parenti delle vittime di pagare le spese processuali. Il danno. La beffa. La verità negata per sempre. La giustizia sociale, giuridica, storica, morale,sepolta. Assieme ad i corpi. Derisa. Umiliata. Privata della sua essenza. A 43 anni dalla strage nessuna verità. Nessun colpevole, come se tutto ciò non fosse mai accaduto. Resta la polvere, il rumore di una bomba,il sangue,i corpi dilaniati, Pinelli è morto, Valpreda ,l’anarchico “ballerino” anche, Calabresi “l’innocente” morto anch’esso. Resta un silenzio assordante. Una rabbia feroce. Implacabile. Per una strage di stato impunita. Negata. Una delle tante. Restano le ricorrenze volute da uno stato che non ha voluto mai indagare se stesso. Restano,inascoltate, le parole di Pasolini: “… Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore che cerca di seguire tutto ciò che succede … di immaginare tutto ciò che non si sa o si tace … Tutto ciò fa parte del mio mestiere … Credo inoltre che altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che io so … Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 68 non è poi così difficile …” Non è poi così difficile ….

Anna De Blasi

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