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Appunti

EquoSud


Cosa c’entrano le arance tarocco di Villa San Giuseppe con le calze prodotte artigianalmente a Bovalino? Cos’hanno in comune una cooperativa tessile di Gallico con una casa editrice di Cosenza? Cosa fanno dei videomaker in mezzo ai produttori di miele? Che ci fa una mandria di asinelli dentro un campeggio a Caulonia Marina?
Cos’è EquoSud?
EquoSud è un consorzio di produttori calabresi. Produttori autonomi, piccoli, che liberamente si tengono al di fuori della vischiosa rete della grande distribuzione. Una necessità prima di tutto ma anche una convinzione, una scelta. Evitare le maglie della Grande Distribuzione Organizzata significa sottrarsi al taglieggiamento sistematico che nutre i profitti delle multinazionali e fa lievitare i prezzi, colpendo i consumatori e strozzando i produttori. Ma questo significa anche decidere come produrre. Significa rifiutare le regole del mercato monopolistico che premia il minor prezzo ad ogni costo. Significa determinare il prezzo dei prodotti in base a criteri di giustizia e sostenibilità.
La sostenibilità per i consumatori, che devono poter accedere a prodotti di qualità, evitando che questi vengano confinati nelle nicchie di lusso.
La sostenibilità per l’ambiente, che diventa sinonimo di qualità quando viene dal rifiuto delle sofisticazioni industriali e preserva insieme la genuinità dei prodotti e l’integrità del territorio.
La sostenibilità per il produttore, che significa ottenere dalla vendita il necessario per sopravvivere e creare lavoro.
E proprio nel lavoro si afferma l’altro criterio fondamentale, quello della giustizia.
Giustizia vuol dire rifiuto dello sfruttamento, nel garantire al lavoratore condizioni di vita degne e condizioni di lavoro sicure, nell’articolazione di un rapporto di collaborazione e non di subordinazione, che fa sì che questo sia non mezzo ma protagonista dell’attività produttiva, della sua pianificazione e organizzazione.
Per questo EquoSud è prima di tutto una rete di lavoratori. Perché in EquoSud non esistono padroni, ma liberi produttori associati. Ma soprattutto perché scopo costitutivo di EquoSud è l’emancipazione attraverso il lavoro.
La Calabria è una terra dove la disoccupazione è non solo un dramma sociale strutturale e ormai atavico ma anche strumento di sottomissione, contesto di riproduzione di un sistema di potere clientelare che poggia le proprie fondamenta sul bisogno dei più e di questo bisogno fa una catena. Rompere questa catena significa prima di tutto creare possibilità di lavoro al di fuori dei meccanismi di consenso e fedeltà su cui si basa in Calabria il sistema politico ed economico.
Ma EquoSud è anche una realtà anticapitalista, perché non mira all’accumulazione di profitti ma di idee, energie, esperienze… Una realtà di cooperazione sociale il cui capitale principale sono le persone. La Calabria è una terra povera, nell’opinione dei più. Noi sosteniamo invece che la Calabria è ancora una terra ricca di cervelli e operosità inespresse, soffocate quando non disperse attraverso l’emigrazione storicamente secondata dalle politiche nazionali.
L’aggregazione è lo strumento per valorizzare questa ricchezza. Na nuci nta nu saccu non scruscia, c’insegna la saggezza popolare. Aggregare, fare rete, significa combattere l’isolamento, la disgregazione sociale, la competizione tra poveri che dilaga sempre di più e che in Calabria si è sedimentata nell’individualismo diffuso, quale effetto psicologico del degrado e del sottosviluppo in cui versa la nostra terra. Per questo l’attività di EquoSud non si limita alla produzione di beni, ma vede nell’animazione sociale e culturale uno strumento fondamentale per sedimentare modi di vita e abitudini di consumo alternative, basate sullo scambio e la relazione, che tirino fuori la gente dai centri commerciali per portarla in piazza; per consolidare e rivitalizzare i legami comunitari.
Il valore dello stare insieme viene dalla percezione chiara del bene comune. Questo trova nel territorio, nei luoghi, il proprio ambito principale.
La storia di EquoSud è una storia di lotte per la difesa della terra dalle offese e dalle rapine continue perpetrate dagli speculatori locali e nazionali, dal grande capitale e dai suoi servi locali.
EquoSud combatte contro un modello di sviluppo che oggi vede nelle grandi opere il proprio emblema. Una su tutte: il ponte sullo stretto, pietra tombale su ogni possibilità di crescita democratica, sostenibile, partecipata, alimento di quel ciclo del cemento che rappresenta la faccia legale dell’impresa criminale e salda questa agli interessi delle grandi imprese nazionali.
La lotta per uno sviluppo sostenibile, al di fuori delle speculazioni di mercato, è dunque complementare alla lotta contro un sistema che stravolge il territorio attraverso megainterventi infrastrutturali che servono a isolare le persone e collegare le merci, a imporci i ritmi della produzione per levarci il tempo della vita, ad eliminare le distanze per bombardarci meglio di prodotti inutili e scadenti ed impedirci di scegliere.
EquoSud è una realtà che si nutre di solidarietà, perché la lotta contro il ponte sullo stretto è la stessa lotta che in val di susa si conduce contro la Tav. La solidarietà è la forma in cui si realizza un mercato altro, fatto non di consumatori isolati e di produttori anonimi ma di persone che si scelgono e che sono libere di stabilire i tempi, i luoghi ed i modi dell’incontro. Per questo EquoSud si giova della rete dei Gruppi di Acquisto Solidale e la sostinene, animando i gruppi in Calabria e organizzando mercatini e fiere, in una logica di mutuo soccorso tra produttori/consumatori, perché ogni produttore è anche un consumatore e la scommessa di un mercato equo va vinta prima di tutto in casa propria.
In questo senso, EquoSud vuole essere espressione dell’orgoglio Calabrese, orgoglio che viene dal recupero della propria storia, della memoria lunga che ci riporta alla civiltà contadina nelle sue espressioni più alte, ai saperi antichi che oggi dobbiamo riscoprire per imparare di nuovo ad entrare in simbiosi con la terra e nel rapporto rispettoso con questa ritrovare l’armonia tra gli esseri umani.
Ritrovarsi come calabresi significa emanciparsi dal complesso d’inferiorità che ci rende dipendenti dai modelli dominanti, sottomessi a volontà politiche ed economiche estranee ai nostri reali bisogni e interessi. Autonomia e dignità. Questi i due cardini di ogni reale percorso di emancipazione.
Questi i principi e gli scopi sui quali nasce EquoSud.

Utta a fa juornu c'a notti è fatta - Una notte già contiene l'albore del giorno

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