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Recensioni

Stellose creazioni - Tam Tam e segnali di fumo


Presentare un libro senza la persona che lo ha scritto è come giocare perennemente a tressette col morto. Si gioca a tressette col morto quando il “quarto” è al telefono, o in bagno o al mare con l’amante. Il “quarto” per la sua assenza da “quarto di numero” diventa “primo di fatto”. Il “primo di fatto” di Stellose Creazioni (COESSENZA, Cosenza, 2008) è Salvatore Iaccino, un ragazzo particolarmente popolare e amato nella curva nonché negli spazi sociali liberati della città di Cosenza. Oltre alla carica umana che lo rende uno degli incontri più divertenti che si possano fare per strada, con Stellose Creazioni dimostra anche di avere una bella vena poetica, naïf, aggressiva quanto basta e molto, molto vitale. Il 23 ottobre era attesa, presso il Villaggio del Fanciullo, una breve presentazione del libro: c’è stato tempo per ascoltare spezzoni di intervista e poco più. Anche le compagne e i compagni dell’ex Villaggio si stanno specializzando nel gioco del tressette col morto: il loro “quarto” è il lato istituzionale e amministrativo della città, che ancora non ha preso posizioni sulla struttura del Villaggio, che andrebbe sottoposta, come minimo, per poter sopravvivere, a una manutenzione straordinaria, dall’Eternit ai soffitti, passando per l’evidente occasione che ciò significherebbe per l’intera zona di Caricchio, abbandonata a una certa carenza di servizi e a una colpevole linea indifferentista per quanto riguarda la questione dei rifiuti. L’assemblea che ha inaugurato la prima giornata dello Shaka Fest ha tirato di lungo, perché erano tanti i problemi sul piatto, intorno al concetto di “precarietà”: precari i lavoratori delle imprese sociali come precari i lavoratori dei call center decentrati delle multinazionali. Sullo sfondo, fortunatamente, le imponenti manifestazioni svoltesi a Cosenza, presso tutte le scuole e tutti i tipi e gradi di istituto, contro la riforma scolastica: che riforma non è, è una rivoluzione copernicana che snatura il rapporto comunità/istruzione. E scendendo un po’ più nel concreto: TAGLIA, anziché razionalizzare; LICENZIA, anziché gestire; PRIVA, anziché diversificare; OMOLOGA, anziché massificare. “Intellettuali”, cosentini e non, “tramano” per isolare i “facinorosi”… En fine, quando è stato il turno delle Stellose Creazioni? Non c’è stato in senso tecnico, perché è ovunque oggi il tempo delle Stellose Creazioni. Non comprate il libro di Salvatore per la sua simpatia e la sua coinvolgente energia. Non comprate il libro di Salvatore per il diabolico meccanismo giudiziario che può rendere un autore incapace di presentare il suo libro, la sua prima stilosa creatura, nel giorno sperato e convenuto. Bisogna comprare le Stellose Creazioni perché è un libro di cuore, di gusto, dove c’è spazio per quello che sta più a cuore a noi tutti: la giustizia, il Cosenza Calcio, i gradoni dello stadio, il dolore di tutte le perdite (libertà, salute, amicizie, spazi), la gioia carica, gravida e debordante della bellezza femminile. Il tamburo della curva ed i play-off; i quartieri storici di Cosenza Vecchia, quelli più vissuti e abitati dai giovani e quindi i quartieri più giovani di tutta la città. C’è spazio per gli stendardi, le speranze, l’attivismo. Le “Stellose Creazioni” non sono solo un libro di belle poesie, ma la legge spontanea che guida la nostra bellezza. Le Stellose Creazioni si sono prese la loro sacrosanta rivincita: non poteva esserci “presentazione regolare”, senza il loro autore “irregolare”. Le Stellose Creazioni ci fanno sentire così in alto da non riuscire neanche a capirlo.
NON-SONO-IO-BILOTTI-DOMENICO