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Recensioni

IL SILIDRILLO DEI LAGHI SILANI


“Il Quotidiano” martedì 10 agosto 2010

IL SILIDRILLO DEI LAGHI SILANI
Il coccodrillo dei monti cosentini nel volume di Felicetti

Il silidrillo o coccodrillo silano (Aligator Cecitae Arvique) è un rettile lacertiforme del tutto simile ai sauri di maggiori dimensioni presenti nelle regioni tropicali di tutto il pianeta. Le sue abitudini di vita e le sue caratteristiche ne fanno uno dei predatori più sofisticati e subdoli del regno animale”.
Questi sono alcuni dei primi passi de “Il Silidrillo”, libro edito nel 2009 dall’associazione cosentina Coessenza da annoverare nella collana Tascabili. L’autore Umberto Felicetti (1942 – 2010) ha vissuto a Castrolibero ed ha sempre nutrito un profondo amore per la Sila che ha frequentato sin dall’infanzia. Un amore che traspare dal libro che inizia con una descrizione etologica di un coccodrillo che ha come habitat naturale proprio l’altopiano silano. Subito dopo tale descrizione si presenta una situazione in cui un ragazzo protagonista si trova, negli anni sessanta del ‘900, a fare un giro su un’automobile per la Sila insieme ad una giovane forestiera. Ad un certo punto la ragazza osserva: “dalle mie parti posti del genere sarebbero popolati di bagnanti e le acque brulicherebbero di barche e motoscafi. Come mai tanta desolazione?” Da qui si snodano i pensieri del giovane, riflessioni che sono l’asse portante del racconto; si tratta di considerazioni critiche sulle idee di sviluppo da implementare nel nostro territorio, su come esse si fondino su un immaginario costruito e che in ogni zona del mondo dove questo sviluppo si è realizzato di fatto abbia comportato un abbassamento della qualità della vita di gran parte della popolazione, inquinamento di ogni sorta e danni irreparabili all’ambiente. Un messaggio inopinabile ed attuale se si pensa al volto nero del capitalismo mostrato in Calabria, nei casi della Pertusola di Crotone, della Marlane di Praia, delle scorie del fiume Oliva e delle navi dei veleni. Se l’autore guarda con una tenue malinconia ad un mancato sviluppo che poteva armonicamente ed intelligentemente conciliarsi con la natura (inattuato per un certa pigrizia di amministratori ed amministrati), ogni delusione è svanita se si pensa ai danni che potrebbe provocare una cultura sviluppistica di epoca industriale. Alla fine delle sue considerazioni il protagonista per scaltrezza dettata dalle circostanze, preferirà spiegare alla ragazza che se non ci sono bagnanti ed attrezzature turiste, ciò è dovuto alla presenza di un mostro che aggredisce le incaute persone che si accingono a fare il bagno, primitivo come la Sila, ancestrale come lo spirito dei calabresi, “il Silidrillo”. In appendice il racconto “Aria di Primavera”.
Mattia Gallo

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