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STORIE DA MANGIARE, parola agli autori

Recensioni

STORIE DA MANGIARE, parola agli autori


4 gennaio 2014 - tratto da www.newsdicalabria.com - Nei giorni scorsi è stato presentato, nell’insolito ambiente di un locale di Cosenza, il libro “Storie da mangiare. Benessere e cura attraverso il cibo” di Valentina Mazzuca e Pier Francesco Bruno, edito da Coessenza.
La insolita coppia di autori (un bancario ed una nutrizionista) ha dato alle stampe questo libro, come chiaramente spiegato nella premessa, per far conoscere e scoprire alcuni aspetti peculiari del vasto mondo dell’alimentazione e delle sue regole virtuose anche a chi si ostina a mangiare senza criterio alcuno o si lascia convincere e coinvolgere dai novelli santoni della scienza dietetica in astruse e pericolose diete dimagranti.
Il libro si articola in tre parti legate tra di loro dal filo comune che lega la produzione ed il consumo del buon cibo alla conoscenza delle qualità nutrizionali dei cibi presenti sulle nostre tavole, indispensabili per la scelta di un corretto regime alimentare e, più in generale, di uno stile di vita sicuramente più sano.
Nella prima parte viene rappresentata una storia dei cibi e dell’alimentazione umana attraverso un sintetico excursus dalla preistoria ai giorni nostri, nella seconda una illustrazione degli alimenti e delle loro proprietà nutrizionali, con l’indicazione puntuale delle combinazioni alimentari da applicare o da evitare. Infine, nella terza parte vengono riportate ricette utili al conseguimento, senza sacrificio e privazione, di un soddisfacente stato di benessere.
Ai due autori abbiamo rivolto qualche domanda per capire ancora meglio gli intenti ed i contenuti del libro.

Com’è nata l’insolita coppia bancario/nutrizionista?

Tutto è nato da una dieta, da un percorso dietetico seguito da Bruno e dall’acquisita consapevolezza della necessità di seguire una buona alimentazione per raggiungere gli obiettivi prefissati (un buon peso forma ed un sano equilibrio alimentare) senza particolari sacrifici. Bruno, che svolge un lavoro lontano dall’argomento del libro, asserisce scherzando che forse esiste un talento nascosto dei bancari da sviluppare, e a supporto di questa affermazione ama citare colleghi come Maurizio De Giovanni, divenuto in pochi anni giallista di successo, o come Tullio Avoledo che ha scritto già otto libri di successo. Questo talento, dunque, a suo parere, non va sottovalutato ma applicato, con curiosità, alla scoperta della buona alimentazione, non necessariamente triste e privativa, ma varia e soddisfacente. Nel suo percorso Bruno si è imbattuto nella cucina dietetica e nelle sue ricette, e dopo aver raccolto documenti, letto libri e accumulato materiale, ha incontrato una nutrizionista, Valentina Mazzuca, che è rimasta immediatamente entusiasta del progetto che stava dietro tutte quelle ricerche: perché non raccontare a tutti attraverso una pubblicazione semplice e non accademica i segreti di una buona e corretta alimentazione, i percorsi semplici di una dieta varia e diversificata, assolutamente non triste e privativa?

Nella prima parte vi è la trattazione storica delle abitudini alimentari dalla preistoria ai nostri giorni. Qualche curiosità sull’argomento che avete scoperto approfondendo le ricerche?

Alcune sono davvero curiose; per esempio il fatto che i primi produttori di birra conosciuti (nel senso che ne sono rimaste tracce) sono stati gli Egizi. Essi producevano addirittura tre tipi di birra, chiara, scura ed una ad alta concentrazione (Sa) che era riservata esclusivamente al consumo personale del Faraone. Poi altro esempio è la vasta tipologia di pane adottata dai Greci che non mangiavano, come siamo abituati a pensare, solo schiacciate di cereali cotte sulla pietra, ma producevano pane fatto con diversi cereali, alcuni più chiari e altri scuri, con olive o uva passa. Se pensiamo a popoli definiti barbari come i Celti scopriamo che producevano diversi e gustosissimi tipi di formaggio arrivati fino ai giorni nostri: il gorgonzola, il taleggio, il bitto con e senza erbe aggiunte. Altra curiosità riguarda la cioccolata e la coltivazione del cacao ad opera dei Maya sin dal 1000 a.C.. I Maya preparavano una cioccolata deliziosa se si pensa che l‘aromatizzavano con vaniglia, peperoncino e pepe.

Qual è l’obiettivo del libro?

Con le premesse prima esposte, dobbiamo convincerci tutti che sarebbe assai opportuno dedicare più tempo alle scelte che riguardano il nostro regime alimentare. L’uomo moderno, infatti, si iperalimenta, mangia male e mangia cibi adulterati dalla catena di distribuzione industriale. D’altra parte, per citare lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari, l’abbondanza di cibo pone problemi nuovi in una società come la nostra, segnata dalla paura della fame che ci ha portato all’eccesso ed all’abbondanza quotidiana.
La nostra alimentazione, infatti, è sempre più ricca di calorie, di zuccheri e di proteine, ma in realtà povera di alimenti naturalmente completi, ha contribuito allo sviluppo delle malattie “da civiltà”, cioè le malattie da eccesso alimentare (l’obesità, il diabete, l’ipertensione) che hanno via via sostituito quelle da carenza. Il risultato di molti studi si riassume e si concretizza in poche e semplici raccomandazioni preventive: una dieta varia e sufficiente a soddisfare sia le nostre esigenze fisiologiche e nutrizionali, sia a soddisfare il piacere della buona tavola, deve eliminare tutti quei cibi di origine animale ed impoveriti dai trattamenti industriali che solo il plagio della pubblicità televisiva riesce a farci sembrare buoni.
A differenza del passato, oggi il nostro rapporto con il cibo si è invertito: il pericolo e la paura dell’eccesso ha sostituito il pericolo e la paura della fame. E questo ha scatenato il fiorire di vere e proprie “religioni salutistiche” (si pensi al successo della Dukan) con uno slittamento ed un’inversione di significato a cui è andata soggetta la stessa parola “dieta”.
In greco stava a designare il regime quotidiano di alimentazione (ma, più in generale, di vita) che ogni individuo deve costruire sulle proprie personali esigenze e caratteristiche, invece oggi è passata a designare – nel linguaggio comune – la limitazione, la sottrazione di cibo. Una nozione negativa anziché positiva.

Il libro si divide in due parti: aspetti nutrizionali e combinazioni alimentari e ricettario per un mese…

Nella prima parte, il lettore potrà imbattersi, in maniera estremamente fruibile da ogni tipo di pubblico (dall’adolescente fino all’anziano), nel tema della nutrizione e delle proprietà nutrizionali per poter garantire un corretto funzionamento metabolico e delle virtù che hanno le varie categorie di cibo; ad esempio parliamo delle “reazioni negative” che si instaurano ogni qualvolta mangiamo ricotta e spinaci a causa della formazione di nitrati che non sono pericolosi di per sé, ma lo diventano in particolari condizioni come questa, e di nitriti che provocano una riduzione di ossigeno ai tessuti nel momento in cui andranno a legarsi all’emoglobina che veicola l’ossigeno nel corpo. Trattiamo, ad esempio, un altro connubio errato ma intoccabile per il consumatore italiano come quello della mozzarella e pomodoro spiegando che il pomodoro è acido mentre la mozzarella è basica etc etc, ma “Storie da mangiare” non è solo questo; categorie alimentari che tutti noi già conosciamo, vengono descritte in maniera schematica e chiara, cosa ben difficile da reperire in questi tipi di libri “salutari”, dai cereali, alla verdura, dai latticini fino alla frutta, concludendo l’excursus con una tabella che riassume le categorie degli alimenti e ne definisce la compatibilità con i diversi alimenti.
Bisogna, comunque, ricordare sempre che è “la dose che fa il veleno… amatevi e coccolatevi attraverso il cibo, unico modo per vivere più a lungo e senza l’utilizzo di farmaci!”
La scoperta del percorso dietetico a cui mi sono sottoposto, mi ha fatto capire che non sono necessarie sottrazioni e rinunce, ma regole da seguire e combinazioni alimentari da adottare, utilizzando quasi integralmente le ricette di uso quotidiano ormai facilmente rintracciabili nei libri o in rete. Allora l’idea è stata quella di riproporre, suddivise per alimenti (carboidrati, proteine, formaggi, verdure), un numero di ricette sufficiente ad alimentarsi gradevolmente (con gusto cioè) ed in modo vario non ripetitivo, che la dott.ssa Mazzuca ha provveduto ad integrare con note di carattere nutrizionale, per consentire un utilizzo efficace delle stesse ai fini della dieta (sono ricette per un mese ma possono durare un intero anno, purché utilizzate a rotazione).
Le ricette presentate nel libro stanno a dimostrare che attraverso l’osservanza di certe regole basilari nell’alimentazione quotidiana, e la preparazione di pasti diversificati, si possono raggiungere i risultati prefissati.
Una persona in buona salute (senza problemi digestivi cioè) deve poter scegliere tutte quelle combinazioni che possano garantire un corretto funzionamento del proprio metabolismo, da una parte, e dall’altra il piacere di mangiare, che non può venire mai meno, senza quindi dover ricorrere a malinconiche e tristi pietanze.

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