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Wu Ming, ecco la letteratura della resistenza

Recensioni

Wu Ming, ecco la letteratura della resistenza


Il Garantista, venerdì 10 ottobre 2014 -
COSENZA La palestra A.s.d. Boxe popolare
dello stadio San Vito di Cosenza, è stata
il “ring” letterario dell’incontro con il
collettivo di scrittori Wu Ming, autori di
lungo corso con alle spalle romanzi di successo
come Q(a firma Luther Blissett, finalista
al premio Strega), Altai, Manituana e
54 (tutti pubblicati da Einaudi). Il pretesto
per l'incontro (organizzato dalla stessa palestra
e dalla casa editrice Coessenza) è stato
la presentazione del nuovo romanzo
L'armata dei sonnambuli (Einaudi). All'interno
del ring gli autori Wu Ming1 e Wu
Ming5 hanno animato il dibattito con il
pubblico e con gli altri ospiti presenti,
Claudio Dionesalvi, Andrea Olivieri e Giuliano
Santoro, costruendo un interessante
confronto sul senso della rivolta e della resistenza.
L'Armata dei sonnambuli ha commentato Wu Ming1 «chiude il nostro
ciclo dedicato al romanzo storico, iniziato
con Q, nato all'epoca del G8 di Genova. È
un libro che parla di un conflitto passato
che però è anche il nostro conflitto, perché
si racconta di una rivoluzione che noi, qui
e ora, in questa parte di mondo, stiamo ancora
aspettando». A chi si stia chiedendo
del perché dell’insolita location per la presentazione
di un romanzo, per giunta di
ambientazione storica, la risposta arriva dal
responsabile tecnico della palestra Gianfranco
Talarico: «La scelta di organizzare
proprio qui l'evento dipende dal fatto che
conosciamo il collettivo Wu Ming e sappiamo
che è da sempre vicino alla filosofia
antifascista che come palestra popolare
sposiamo, inoltre sono vicini al mondo dei
combattimenti e del pugilato e tutto questo
si riversa anche all'interno de La notte dei
sonnambuli». E Wu Ming5 completa il
quadro: «Vivendo da sempre il conflitto in
ogni sua forma è poetico per noi ritrovarci
qui in mezzo al ring».
Insomma, L'armata dei sonnambuli è sì
un romanzo storico ambientato a Parigi nel
1794. È sì un romanzo che parla di uomini
strani, di eroi popolari, di forze invisibili
che condizionano i destini, ma è anche un
romanzo che parla di noi, qui, oggi. Parla
di potere. Parla di decisioni. Parla di sonnambuli
che forse non sono in grado di svegliarsi.
E poi al centro di tutto una domanda
fondamentale: cos'è la rivoluzione?
«Siamo da sempre circondati da false rivoluzioni
- spiega Wu Ming1 - e questo cerchiamo
di raccontarlo chiaramente nel romanzo.
Quando qualcuno ci parla di rivoluzione
spesso siamo semplicemente di
fronte a un potere che cerca di scacciarne
via un altro per sostituirvisi, e a questo dettaglio
è necessario prestare molta attenzione.
È necessario tenere sempre presente
che i conflitti che agiscono su linee che sono
di frattura sono sempre demagogici, e
questa demagogia oggi ci circonda». La discussione
si è poi allargata fino a raggiungere
l'attualità. Dal fenomeno Isis, armato
dall'Occidente, alla resistenza del Pkk ignorata
dai media italiani. È Wu Ming5 a chiudere
con una nota amara, forse riferita ai
sonnambuli: «Quando una società sembra
pacificata è solo perché c'è un controllo forte
e violento infiltrato al suo interno».
Enrico Miceli

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